|
Ameno centro della Provincia de l’Aquila, di circa 2.500 abitanti, è ubicata oltre il margine occidentale del Fucino, su un fianco e alle falde del Monte S. Nicola. Si estende su una superficie di 3.001 ettari, ad una quota di m. 700 s.l.m.. Dall’alto del Paese si domina la piana dei Campi Palentini che, nell’antichità, formava un unico lago con il Fucino.
In mancanza di fonti storiche, ci viene in soccorso l’archeologia a testimoniare la presenza di vari insediamenti umani, risalenti fino a 3.500 anni orsono.
Il nome Scurcola, di origine longobarda, appare per la prima volta nel 1150 d.C., sotto la forma “Sculcule”, come feudo della Famiglia “Da Ponte”. Il suo stemma, fatto molto singolare, è arrivato pressoché eguale fino a noi. E’ quello del Comune di Scurcola; essa comprende la frazione di Cappelle dei Marsi.
Scurcola vanta un ricco patrimonio: storico, artistico e religioso, ancora poco conosciuto e molto poco valorizzato.
La caduta dell’impero romano (475 d.C.) trova l’Italia e la Marsica a vivere tra difficoltà di ogni tipo. Manca ogni forma di stabilità politica, il clima si irrigidisce e la popolazione in pochi decenni si dimezza. Le conoscenze relative a quel tempo sono piuttosto scarse, tanto che si parla di “secoli bui”. Il periodo è durato circa sei secoli, con frequenti invasioni barbariche (Bizantini, Longobardi, Franchi, Saraceni), unitamente a: epidemie, degrado delle attività economiche, insicurezza delle condizioni di vita.
Particolarmente lunga risulta l’occupazione dei Longobardi (570-774). Essi riorganizzano il territorio, e la Marsica finisce compresa nel Ducato di Spoleto. Intanto inizia l’espansione benedettina e vengono create grandi Abbazie i cui feudi, via via, occupano quasi tutto l’Abruzzo. Col dominio longobardo sparisce definitivamente il mondo romano.
Ai Longobardi, risale il termine sculk, (guardia-sentinella), che dà il nome a Scurcola.
Primo “Castello-recinto” medievale di Scurcola
Tra l’800 e il 1000, per meglio difendersi dalle scorrerie (soprattutto saracene) che aggiungono violenza a misera, anche i pochi abitanti di Scurcola e Cappelle, allora distribuiti in borghi sparsi, ricorrono all’incastellamento, ossia tornano ad abitare sulle alture, ripristinando parte degli antichi centri fortificati italici.
Intorno all’anno 1000, sul Monte S. Nicola viene costruito un Castello-recinto, utilizzando una parte della cinta muraria dell’antico centro fortificato italico. Si può così affermare che questa sia stata la prima sede della Scurcola medievale. Similmente avviene per Cappelle, sul Monte S. Felice, dove ancora sono visibili i resti della Chiesa di S. Giovanni d’Alizio.
L’incastellamento coincide con una fase di ripresa religiosa, soprattutto per merito delle grandi abbazie benedettine (Farfa, Montecassino, ecc.). Nella zona appaiono nuove chiese, quali: S.M. in Valle Porclaneta e S. Pietro ad Albe, e quella citata di S. Felice da Ponte. Tra le tante, va aggiunta quella di S. Egidio, con annesso ospizio per pellegrini, proprio a ridosso della Via Valeria. Essa, è ora ricostruita e rialzata di circa due metri per l’innalzamento del terreno. Dopo l’ultimo terremoto, è stata notevolmente rimpiccolita.
Scurcola si distingue, specie a partire dal XII° secolo, per un’alta presenza di chiese e conventi, nonché di forti tradizioni religiose. Si può affermare che la sua identità, trova, per molti secoli, i due maggiori fattori di aggregazione e caratterizzazione, nel comune lavoro agricolo e nel forte sentimento religioso
Secondo “Castello-recinto” medievale di Scurcola: Il “castello di Corradino”
Nel 1.143 d. C. i Normanni, provenienti dalla Valle Roveto, occupano la Marsica e riorganizzano i poteri locali. Scurcola è compresa nella Contea di Albe, ed è feudo della Famiglia Da Ponte. Questa, intorno al 1.190, edifica, a mezza costa del monte S. Nicola e sempre per il migliore controllo del territorio, un nuovo Castello-recinto (ancora in parte visibile all’interno di quello Orsini), a guardia del transito della via consolare Tiburtina-Valeria.
Secondo lo storico P. Egidi. l’imperatore Corradino di Svevia vi passò la notte precedente alla Battaglia di Scurcola. Dal castello può aver assistito alla battaglia.
L’area del recinto sotto il Castello, viene occupata dalle nuove abitazioni degli scurcolani provenienti soprattutto dal Monte S. Nicola. Così essi finiscono per insediarsi nell’area che è ancora oggi il “centro storico” di Scurcola. (G. Grossi).
La Famiglia Da Ponte ha, tra Scurcola e il fiume Salto, una Casa fortificata detta Villa Ponzia, con la Chiesa di S. Maria da Ponte, prossima a una precedente casa-fattoria dei Cavalieri Templari, i quali assicurano anche la protezione dei pellegrini e dei viandanti (Febonio, Brogi). Lo stemma attuale di Scurcola (un ponte a quattro archi), è ancora quello della Famiglia Da Ponte.
(tratto dal Web)
|